Digital Democracy

Das Projekt "Digital Democracy" untersucht die Auswirkungen der Digitalisierung auf demokratische Prozesse und sozialwissenschaftliche Forschung.

Digitalisierung beeinflusst Demokratie

Die Digitalisierung verändert die Strategien politischer Mobilisierung und Kampagnenführung und erweitert die Möglichkeiten der Bürger, an Politik teilzunehmen.

Die Digitalisierung bedroht klassische Arbeitsplätze der Mittelklasse und führt zu wachsender politischer Polarisierung zwischen den Gewinnern und Verlierern dieses Prozesses.

Die Digitalisierung verändert das Regierungshandwerk, indem Entscheidungen sich zunehmend auf big data stützen und open data mehr Transparenz und Innovation versprechen.

Die Digitalisierung bedroht die Stabilität autoritärer Regime, indem Informationstechnologien das kollektive Handeln und die Verbreitung von Protesten erleichtern.


Digitalisierung verändert die Sozialwissenschaften

Die Digitalisierung verändert die sozialwissenschaftliche Forschung, indem Sozialwissenschaftler vermehrt big data nutzen, crowd-sourcing Technologien anwenden und komplexe Datensätze anhand von machine learning Techniken auswerten.

Die Digitalisierung erhöht die Transparenz der Forschung, indem sie den Datenaustausch und die Replizierbarkeit der Forschungsresultate erleichtert.

Die Digitalisierung beseitigt traditionelle Vermittlungskanäle zwischen Wissenschaftlern und der Öffentlichkeit. Die neue Schweizer Plattform DeFacto bietet leicht zugängliche Zusammenfassungen bedeutender sozialwissenschaftlichen Forschungsresultate.


Mehr Informationen: Digital Democracy: How Digital Technology Is Changing Democracy and Its Study

Modelli di riferimento, effetti spillover e il lato dell’offerta nella rappresentanza politica delle donne

L’obiettivo di questo progetto è di raccogliere dati esaustivi sulla rappresentanza politica delle donne nei comuni di 17 cantoni svizzeri, con i quali creare una lista completa delle candidate e dei loro risultati elettorali a partire dall’introduzione del suffragio femminile a livello comunale. Questi dati verranno utilizzati per analizzare l’effetto di modelli di riferimento – donne politiche di successo– sulla promozione della rappresentanza politica delle donne così come sulla loro disponibilità a candidarsi per cariche politiche.

Uno dei motivi principali per il persistente divario di genere nella rappresentanza politica consiste nel fatto che le donne mostrano una minore probabilità di candidarsi, nonostante le loro chance di essere elette siano tendenzialmente le stesse che per gli uomini. Studi precedenti hanno dimostrato che, nel Canton Zurigo, la presenza di modelli di riferimento - definiti come donne politiche di successo con cui le donne si possano identificare – è correlata con un numero più alto di candidature da parte di donne, ma solamente per quattro elezioni. Il meccanismo specifico tramite il quale i modelli di riferimento apparentemente perdono il proprio effetto positivo con il passare del tempo rimane poco chiaro e necessita ulteriore chiarificazione. Questo progetto introduce comparazioni intercantonali per: a) studiare le variazioni nel persistere dell’effetto positivo dei modelli di riferimento, b) chiarire come le regole elettorali influiscano sull’effetto dei modelli di riferimento, c) studiare le conseguenze involontarie del consolidamento della rappresentanza femminile e d) rendere possibili stime più affidabili delle relazioni di causalità. Ciò permetterà di trarre conclusioni più chiare sul potenziale attuale e futuro di modelli di riferimento positivi per la rappresentanza politica delle donne.

Nonostante il progresso significativo degli ultimi decenni, le donne rimangono sottorappresentate in politica. La stagnazione sotto il 30% della quota di cariche elettive occupate da donne dimostra che non vi è attualmente un circolo virtuoso tramite il quale un aumento della rappresentanza femminile crei buoni presupposti per un’ulteriore miglioramento della parità di genere. È dunque di centrale importanza capire come la funzione-modello di donne politiche di successo possa contribuire a cambiare lo stato delle cose e includere più donne nella politica elettorale.

L’importanza temporanea di modelli di riferimento per la rappresentanza politica delle donne

“Le donne sono una minoranza in ogni legislatura statale in America” è il titolo di un recente post su Vox.com. Gli Stati Uniti non sono un’eccezione: le donne sono politicamente sottorappresentate pressoché ovunque nel mondo. Per che ragioni? Ci sono molte spiegazioni, ma uno dei principali ostacoli per chiudere il divario di genere nella politica è la carenza di candidate donne. Il sistema elettorale e altre istituzioni politiche spesso creano ostacoli strutturali a svantaggio delle donne dal lato della domanda, ma anche il lato dell’offerta ha una sua importanza. Le donne tendono ad essere meno propense a candidarsi per cariche politiche rispetto agli uomini, in parte forse perché dubitano delle proprie qualificazioni ed in parte forse perché si sentono meno a proprio agio con il processo elettorale stesso. Che misure si possono intraprendere per contrastare questo stato di cose? Le quote femminili sono state uno strumento popolare e di successo per aumentare il numero di donne elette a cariche politiche. Molti sostenitori ritengono che le quote generino una catena di “spillover” che le rendono superflue a lungo termine. Per esempio, si ritiene che le quote rendano gli elettori più a proprio agio con la presenza di donne in politica e, fattore importante, che creino modelli di riferimento per potenziali candidate donne, spingendo così più donne nella politica elettorale attiva. Si ritiene che questi spillover siano generati non soltanto dall’introduzione di quote riservate alle donne, ma più in generale dalla presenza di donne in cariche elette – dalla loro rappresentanza descrittiva dunque.

Nel mio articolo sostengo che gli spillover della rappresentanza femminile non operano solamente all’interno di una determinata nazione, stato o comune, ma anche attraverso i confini. Una donna eletta in una determinata assemblea legislativa può essere un modello di riferimento non solamente nella propria circoscrizione elettorale, ma anche altrove. Di conseguenza, le candidature da parte di donne potrebbero diffondersi da una circoscrizione all’altra. L’unico studio ad aver considerato questa ipotesi precedentemente considera solamente gli effetti di un’elezione recente. Il mio studio sfrutta invece l’introduzione tardiva del suffragio femminile in Svizzera nel 1971 per tracciare l’influenza dei modelli di riferimento sin dalla prima elezione in cui le donne hanno potuto votare ed essere elette. Trovo conseguenze positive significative per alcuni anni dopo l’introduzione del suffragio femminile. Inizialmente, se una donna viene eletta in una municipalità, nell’elezione seguente nel 10% delle municipalità vicine una donna in più decide di candidarsi. Questo effetto persiste per alcune elezioni ma poi svanisce: l’importanza dei modelli di riferimento è temporanea.

Ci sono due spiegazioni per questo sviluppo temporale. Punto primo, risulta dallo studio che gli spillover giochino un ruolo solamente quando non c’è una candidata uscente. Con l’aumento della rappresentanza femminile nel corso del tempo, ci sono meno comuni in cui questo è il caso. Punto secondo, dati qualitativi suggeriscono che una volta che la percentuale di donne tra i dirigenti locali si è consolidata attorno al 20–25 %, l’uguaglianza di genere inizia ad essere considerata acquisita sia da dirigenti dei partiti che da potenziali candidate donne.

Queste conclusioni hanno molteplici implicazioni pratiche:

1) Interventi volti ad aumentare la rappresentanza delle donne dovrebbero tenere in considerazione gli spillover. Ad esempio, se si vogliono introdurre quote riservate alle donne solamente in alcune circoscrizioni, la loro distribuzione geografica dovrebbe essere stabilita così da massimizzare il “moltiplicatore per diffusione”.

2) La tempistica degli interventi è cruciale perché gli spillover cambiano nel corso del tempo e tendono a scomparire quando un certo livello di rappresentanza è considerato appropriato, anche se lungi dall’essere egualitario. Ciò può essere una conseguenza perversa di interventi di successo: il progresso nella rappresentanza potrebbe essere considerato acquisito troppo velocemente.

2) Questi argomenti possono essere rilevanti per altri gruppi sottorappresentati, come minoranze etniche o sessuali.

Nonostante le sue specificità, il caso svizzero è piuttosto rappresentativo di schemi generali transnazionali. La lezione da trarre dal mio studio è che l’esempio di donne politiche di successo può motivare altre donne a perseguire una carriera politica, ma solamente fino a quando la rappresentanza delle donne è considerata adeguata. Se i modelli di riferimento potranno essere un fattore significante nel portare la rappresentanza politica delle donne al prossimo stadio o meno, dipenderà dunque da come gli attuali livelli di rappresentanza saranno percepiti da attori politici ed opinione pubblica – e dal successo dei gruppi per l’uguaglianza di genere nell’influenzarne le opinioni.

Die temporäre Bedeutung von Vorbildern für die politische Vertretung von Frauen

"In den Parlamenten aller US-Bundestaat sind Frauen eine Minderheit" war der Titel eines kürzlich publizierten Beitrags auf Vox.com. Diesbezüglich sind jedoch die Vereinigten Staaten keine Ausnahme: Frauen sind fast überall auf der Welt politisch unterrepräsentiert. Wieso ist dies der Fall? Während es viele potentielle Erklärungen dafür gibt, gilt das Fehlen von gewillten Kandidatinnen als eine der grössten Hürden, die dem Schliessen des politischen „gender gaps“ im Weg stehen. Zwar finden sich noch immer strukturelle Nachteile für Frauen in gewissen politischen Institutionen und Wahlsystemen, jedoch ist auch die Angebots-Seite - dass weniger Frauen als Männer kandidieren - für die Untervertretung verantwortlich. Frauen sind tendenziell weniger daran interessiert sich für ein politisches Amt zur Wahl zu stellen als Männer. Dies ist einerseits mit dem Zweifel an den eigenen Qualifikationen zu erklären, andererseits mit der Tatsache, dass manche Frauen das Wahlprozedere und den Wahlkampf an sich nicht als reizvoll empfinden. Wie soll man nun diesem Sachverhalt entgegentreten? Geschlechterquoten waren und sind ein etabliertes und erfolgreiches Instrument um mehr Frauen für ein politisches Amt zu engagieren. Befürworter einer Quotenlösung argumentieren, dass Quoten positive externe Effekte (spillovers) auf die Frauenvertretung haben, womit sich eine Quote längerfristig selbst wieder hinfällig macht. Quoten führen nicht nur dazu, dass sich Wählerinnnen und Wähler vermehrt an weibliche Politikerinnen gewöhnen, sie schaffen zudem durch eine Erhöhte Beteiligung von Frauen an aktiven Wahlprozessen, dass es mehr Vorbilder für zukünftige weibliche Kandidatinnen gibt. Solche positiven Externalitäten entstehen nicht nur wegen der Geschlechterquote an sich, sondern wegen der durch ihr erwirkten stärkeren Präsenz von Frauen in politischen Ämtern generell.

Mein Artikel argumentiert, dass diese externen Effekte nicht nur innerhalb eines bestimmten Landes, Kantons oder innerhalb einer bestimmten Gemeinde eine Wirkung entfalten, sondern auch über deren Grenzen hinaus. Wird eine Kandidatin in ein Amt gewählt, so kann diese als Vorbild nicht nur für Frauen in derselben Gemeinde, demselben Kanton oder Land dienen, sondern auch Frauen in benachbarten politischen Einheiten. Als Konsequenz ist deshalb zu erwarten, dass die Kandidatur von Frauen durch Grenzen diffundiert. Die einzige Studie, welche dieses Argument bisher untersucht hatte, konnte dazu keine empirischen Belege finden. Die Studie berücksichtigte jedoch nur den Effekt einer einzigen, erst kürzlich stattgefundenen Wahl. Im Kontrast dazu macht sich meine Studie die späte Einführung des Frauenstimmrechts in der Schweiz 1971 zu Nutze um den Effekt von weiblichen Vorbildern seit dem Begin des aktiven Frauenwahlrechts zu untersuchen. So lassen sich signifikante positive externe Effekte für einige Jahre nach der Einführung des Frauenwahlrechts beobachten. Wurde eine Frau in einer Gemeinde gewählt, führte dies in der nächsten Wahlperiode in 10% der umliegenden Gemeinden dazu, dass eine zusätzliche Frau für das selbe Amt kandidierte. Dieser Effekt hält für ein paar Wahlperioden an, verschwindet dann jedoch: Die Wichtigkeit der weiblichen Vorbilder scheint nur temporär zu sein.

Zwei Gründe sind für diese abnehmende Wirkung von Vorbildern verantwortlich. Zum einen stellt sich heraus, dass externe Effekte nur dann eine Rolle spielen, wenn sich in einer Wahl keine Amtsinhaberin zur Wiederwahl aufstellt. Diese Fälle werden im Verlauf der Zeit seltener, da sich die politische Repräsentation von Frauen kontinuierlich verbessert. Andererseits ist zu beobachten, dass das Einpendeln des Frauenanteils bei lokalen Exekutiv-Wahlen um 20 bis 25 Prozent dazu führt, dass bei Bevölkerung, Parteien und potentielle Kandidatinnen der Eindruck entsteht, dies sei ausreichend für eine gleichberechtigte Vertretung der Geschlechter in politischen Ämtern.

Diese Befunde haben verschiedene praktische Implikation:

1) Interventionen, die zum Ziel haben, den Frauenanteil in der Politik zu erhöhen, sollten die positiven externen Effekte berücksichtigen. Werden zum Beispiel Quoten nur in gewissen Orten eingeführt, kann die (geographische) Verteilung so ausgestaltet werden, dass der Effekt maximiert wird.

2) Der Zeitpunkt einer Intervention ist entscheidend, da die externen Effekte verschwinden, wenn ein gewisser Anteil erreicht ist - auch wenn dieser Anteil weit entfernt von einer tatsächlichen Gleichberechtigung ist. Die groteske Konsequenz einer erfolgreichen Intervention kann deshalb sein, dass der Fortschritt, der im Bezug auf den Frauenanteil in der Politik erzielt wurde, zu schnell für selbstverständlich und ausreichend empfunden wird.

3) Diese Argumente können für andere unterrepräsentierte Gruppen, wie ethnische Minderheiten und LGBT Menschen (schwul, lesbisch, bi- und transsexuelle) von Bedeutung sein.

Trotz seiner Besonderheiten ist die Schweiz als Untersuchungsfall ziemlich repräsentativ für länderübergreifende Phänomene. Meine Studie zeigt, dass das Beispiel einer erfolgreichen Kandidatin andere Frauen motivieren kann eine politische Karriere anzustreben, jedoch nur bis der Anteil Frauen in der Politik als „genügend“ wahrgenommen wird. Ob Vorbilder auch in Zukunft einer Rolle spielen, wenn es darum geht, eine wirklich ausgeglichene Geschlechterverteilung in der Politik zu erreichen, ist davon abhängig, wie die gegenwärtige Situation von politischen Akteuren und der Bevölkerung im allgemeinen wahrgenommen wird – und davon wie erfolgreich Frauenrechtsgruppen dabei sind, diese Wahrnehmung zu ändern.

L’importance provisoire des modèles de rôle pour la représentation des femmes dans la politique

"Les femmes sont une minorité dans toutes les législatures d’Etat en Amérique" était le titre d’un récent article sur le site Vox.com. Dans cette situation, l’Amérique ne fait pas exception: les femmes sont en effet politiquement mal représentées dans pratiquement tous les pays du monde. Pourquoi est-ce le cas? Il y a plusieurs explications, mais l’une des plus grandes difficultés pour l’égalité des sexes est l’absence de femmes candidates. Le système électoral et d’autres institutions politiques posent souvent des obstacles structurels aux femmes du côté de la demande ainsi que de l’offre. Les femmes semblent être moins enthousiastes à se présenter aux élections que les hommes, en partie parce qu’elles auraient des doutes à propos de leurs qualifications et qu’elles se sentiraient moins à l’aise avec le procédé électoral. Quelles mesures doivent être prises afin de contrer cette situation? Les quotas des genres ont été un outil populaire et efficace. Plusieurs défenseurs pensent que les quotas créent des effets indirects qui les rendraient superflues au fil du temps. Par exemple, on pense que les quotas peuvent mettre les électeurs plus à l’aise envers des femmes politiciennes et qu’ils peuvent surtout attirer plus de femmes dans la politique électorale active en créant des modèles de rôle pour les futures femmes candidates. Ces "spillover" ou "débordements" ne sont pas seulement une conséquence des quotas, mais plus généralement de la présence des femmes dans la politique -- c’est à dire de leur représentation "descriptive".

Mon article démontre que les "débordements" de la représentation des femmes se manifestent aussi entre pays, états, cantons ou communes. Une femme élue dans une certaine commune par exemple, peut devenir un modèle de rôle pour d’autres femmes et pas seulement dans la même commune mais aussi ailleurs. En conséquence, les femmes candidates pourraient se répandre à travers les juridictions. La seule recherche qui a déjà traité cet argument n’a pas pu trouver des évidences qui l’appuyaient, mais cette étude considérait uniquement les effets d’une élection récente. Par contre, mon étude s’appuie sur l’introduction tardive du droit de vote pour les femmes en Suisse en 1971 pour suivre l’influence des exemples précurseurs depuis la première élection durant laquelle les femmes ont pu voter et être élues. Mon analyse trouve des "débordements" significatifs pour quelques années après l’introduction du droit de vote pour les femmes. Au début, si une femme était élue dans une commune, une femme supplémentaire décidait alors de se porter candidate pour les prochaines élections dans 10% des communes voisines. Ce "débordement" persiste pour quelques élections encore mais s’estompe ensuite: l’importance de modèles de rôle apparaît alors comme provisoire.

Il y a deux explications pour cette tendance. D’un côté, l’analyse statistique montre que l’existence d’un "débordement" présuppose qu’il n’y ait pas de femmes sortantes qui se présentent pour la réélection. Comme la représentation féminine s’améliore au fil du temps, il n’y a que peu de communes où c’est le cas. D’un autre côté, des données qualitatives suggèrent que lorsque la proportion des femmes dans les exécutifs locaux atteint 20% à 25%, l’égalité des genres est prise pour acquise par les chefs du parti et les femmes candidates potentielles.

Ces résultats ont plusieurs implications:

1) les interventions visant à augmenter la représentation des femmes devraient également prendre en compte les "débordements". Par exemple, si les quotas de genre sont introduits seulement dans certaines juridictions à l’intérieur d’un pays, leur distribution géographique devrait être conçue pour maximiser la diffusion.

2) la durée de l’intervention est cruciale car les "débordements" changent à travers le temps et ont tendance à disparaître quand un taux de représentation est considéré comme approprié, même si il est loin d’être égalitaire. Ceci peut être une conséquence non-voulue d’interventions à succès: le progrès dans la représentation peut être pris pour acquis trop rapidement.

3) ces arguments peuvent être pertinents pour des groupes mal représentés, comme les minorités ethniques et sexuelles.

Malgré ses spécificités, le cas suisse est assez représentatif des tendances internationales. L’enseignement de mon étude est que l’exemple de politiciennes à succès peut motiver des autres femmes à entreprendre une carrière politique, mais seulement jusqu’à ce que la représentation féminine soit considérée comme adéquate. Par conséquent, l’effet positif des modèles de rôle pour l’amélioration de la représentation des femmes dépend de comment les niveaux actuels de représentation seront perçus par les acteurs politiques et par le public -- et du succès des activistes à influencer ces perceptions.